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lunedì 12 luglio 2010

Geisha


Tra le tue mani ho steso me stessa
Il mio sogno
La mia onestà
Il mio desiderio

Nulla però, giova il mio senno
Perché il tuo canto emette il suono
Dell’arroganza
Della non curanza.
Agghindo il mio corpo e chino il capo come dolce sirena
Pur di percepire un po’ di dolcezza .
Un solo gesto
Che renda comprensibile o giustificabile
Questo mio desiderio di te.
Che appaghi me
anche solo per un istante.

Nella pace notturna una goccia di pianto amaro
Amoreggia sul mio cuscino
Tenendomi stretta a se.
Un pezzo di stoffa candido che, nel buio afferra la luce fluorescente del mio pudore
l’ultima goccia ancora ed è ogni volta … un’ ingannevole silenzio.


Abbandonandomi al calore dell’ “essere” ferito e vuoto.
L’orgoglio è vano e come oggetto, mi poso e aspetto
Aspetto, aspetto, aspetto …
Dio ! invoco te !
fluisci nelle mie vene
combatti il male che ho dentro.
Perché il mio adagiare ha scordato la vita che sono
Di quanto preziosa io sia.
Di quanto bella io sia.
Ma nn voglio continuare a mendicare
Anche solo un sorriso.
La mia veste di GEISHA
si spoglia poi, di intrigo e anomalia.

Le tue mani sono gelate
Non sudano e nn soddisfano neppure la mia gentilezza
Straziando me ,ad una finta gioia.
E con le mie stesse mani
Trafiggo l’animo mio.
Con le mie stesse mani ingozzo la mia bocca
Di tanta spietatezza gratuita
Senza che il palato ne provasse gusto.







Rispetta la donna : lei ti ha creato.

Stefania Di Palo