Ho ritratto la mia vita ,
ci sono alcuni punti che dovrei forse cancellare, altri forse evidenziare.
Ho scelto la matita, un foglio bianco per metterci sopra le mie espressioni.
Non ci sono colori nel mio disegno
Non ci sono arcobaleni.
Perché ogni giorno mi piacerebbe immaginarlo con colori diversi.
Le cicatrici di tutto ciò che ho cancellato, nn vanno più via.
Si insidiano nella figura presentandosi
Come crepe innocue di colore biancastro.
Forse se sfumo qua e là , riesco e dargli dei rilievi e
nascondere ciò che i miei occhi, ora, nn vogliono vedere.
Ma poi dico: quelle cicatrici ,sono il frutto di ciò che ho volutamente cancellato
ed il risultato di ciò che ora, io vedo.
Ho la sensazione di conoscere l’esito del mio sudore
Ma è una sensazione ? mi chiedo…
Nel riquadro ritraggo la malinconia ,di chi vorrebbe piangere e ridere nello stesso tempo
Di chi semplicemente oscura se stessa
Di chi, può amare ed essere l’amore
E di chi , si nasconde sotto la sabbia
Per nn ascoltare il rumore .
Ma , canta e sogna dolci sonetti.
Ci vorrebbe una melodia, una di quelle che evidenziano l’espressione degli occhi,
forse il sorriso?
No!
forse è meglio donargli una musicalità diversa ogni qualvolta che, mi sorprendo a guardarlo.
Ed io, voglio dargli un animo a questa immagine.
Devo aggiungere un po’ di luce, SI !
Devo illuminare le ombre
Devo illuminare le cicatrici
prendere fiato e,lasciare che
la vita , mi doni i colori che ha in serbo per me.
Scrutarlo ogni volta con sfida e dolcezza
Perché in esso giace il mio silenzio
Ma io, posso urlare e liberarmi.
Ho in dono i miei sensi , ho il dono della vita.
Ed ogni volta’ che sfiorerò i tuoi occhi immagine mia
Mi renderò conto che tu, nn avrai mai, le mie stesse emozioni .
Ne il dono della sensibilità e nulla può insegnarti ad amare
Rimarrai un’innocua immagine , posata qua e là
A piacimento ed occasione.
Forse è meglio riporti nel mio cuore
Affinché anche il tuo palato si sazi di un credo
che mai avremmo potuto conoscere
Se nn ci fossimo separate.
Di Palo Stefania
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